Storia della domanda:
Il testing manuale si basava inizialmente sull'abitudine di testare solo gli scenari che corrispondono ai requisiti e al comportamento previsto del sistema (i cosiddetti "scenari positivi"). Col tempo è diventato chiaro che il software spesso si guasta proprio in condizioni inaspettate o errate, che non erano state previste.
Problema:
Solo gli scenari positivi non garantiscono la stabilità e l'affidabilità dell'applicazione. Se non si testano gli scenari negativi (ad esempio, l'input errato, azioni non valide), si possono perdere difetti seri che si manifesteranno agli utenti reali.
Soluzione:
Condurre entrambi i tipi di testing:
Caratteristiche chiave:
Si può trascurare il testing negativo se il prodotto supera un completo set di scenari positivi?
No. Gli errori che si verificano negli scenari negativi spesso hanno un impatto critico sulla sicurezza e sull'affidabilità del prodotto.
I test negativi devono necessariamente portare a errori di programma?
No, un programma ben realizzato dovrebbe gestire correttamente i dati errati negli scenari negativi, non "crollare" e non restituire risultati non validi.
È ugualmente importante scrivere test positivi e negativi per tutte le parti del sistema?
No, a volte per parti non chiave o consolidate del sistema si può ridurre il numero di scenari negativi, ma per aree vulnerabili e critiche è una necessità.
In un'azienda, durante il testing del modulo di registrazione sul sito, sono stati testati solo valori corretti (email valide, password ecc.), non tenendo conto delle varianti errate.
Vantaggi:
Svantaggi:
Il tester ha aggiunto test per input di email non valide, password troppo corte e lunghe e caratteri speciali in tutti i campi.
Vantaggi:
Svantaggi: