Risposta.
Le regole aziendali sono norme formali o informali stabilite dall'azienda che definiscono il modo di operare, prendere decisioni, effettuare calcoli, comunicare e gestire le informazioni.
L'analista aziendale identifica, analizza e documenta queste regole per garantire che il sistema o il processo futuro sia conforme ai requisiti aziendali e alle normative. Le regole possono essere sia semplici (ad esempio, «lo sconto è riservato solo ai clienti abituali») sia complesse («l'accumulo automatico di bonus avviene solo al soddisfacimento di una serie di condizioni»).
Una descrizione corretta delle regole aziendali garantisce:
- La corrispondenza della logica aziendale del sistema con i processi reali.
- La coerenza dei requisiti tra diversi sistemi e reparti.
- La semplificazione della modernizzazione, test e supporto del software.
Caratteristiche chiave:
- Non tutti i requisiti sono regole aziendali. Alcuni sono limitazioni di implementazione o integrazione.
- Le regole aziendali cambiano spesso, quindi è importante estrarle dal codice e mantenerle nella documentazione.
- Il linguaggio delle formulazioni deve essere chiaro e comprensibile sia per il business che per i tecnici.
Domande insidiose.
Le regole aziendali sono sempre le stesse delle esigenze aziendali?
No, le esigenze aziendali definiscono l'obiettivo da raggiungere, mentre le regole aziendali sono limitazioni o modi per raggiungere tale obiettivo. Ad esempio, un requisito può essere «aumentare le vendite del 10%», mentre una regola aziendale può essere «offrire uno sconto non superiore al 5% ai nuovi clienti».
È possibile implementare la logica aziendale senza analizzare e formalizzare le regole aziendali?
No, poiché regole non formalizzate portano a ambiguità, errori nell'automazione dei processi e violazione delle normative aziendali.
Dove devono essere memorizzate le regole aziendali: solo nel documento di requisiti o anche nel codice del sistema?
La descrizione delle regole aziendali deve essere contenuta sia nella documentazione di progetto (ad esempio, nei requisiti o in un registro delle regole) sia riflessa nella logica aziendale del sistema, ma la principale fonte deve essere il documento, non il codice.
Errori comuni e anti-pattern
- Formulazione delle regole aziendali in termini troppo generali o vaghi
- Duplicazione delle regole aziendali in diverse sezioni della documentazione
- Dettaglio insufficiente, quando una regola copre involontariamente diversi casi
- Lasciare le regole aziendali «per default» senza una descrizione esplicita (silent knowledge)
Esempio dalla vita reale
Caso negativo:
- Nel progetto di automazione delle richieste di prestito, i manager hanno duplicato le regole aziendali solo verbalmente, senza rifletterle nella specifica, e le hanno spiegate verbalmente a diversi sviluppatori — risultando in 3 varianti diverse di implementazione di uno stesso scenario.
Vantaggi: Lancio rapido dell'MVP; minimizzazione dei tempi di approvazione.
Svantaggi: Discrepanza della logica in diversi scenari, problemi con l'automazione, conflitto tra i reparti.
Caso positivo:
- Per la richiesta di approvazione dei prestiti, l'analista aziendale ha redatto un registro delle regole aziendali per tutti i tipi di richieste, concordato con il legale e l'IT. L'implementazione ha richiesto più tempo, tuttavia le regole erano chiare per tutti.
Vantaggi: Chiarezza della logica aziendale, minimizzazione degli errori nell'automazione.
Svantaggi: Maggiore tempo speso per la preparazione della documentazione iniziale.