Il testing della migrazione dei dati è necessario quando si passa a nuove versioni delle applicazioni, quando cambia la struttura del database, gli oggetti di archiviazione o la logica di trasformazione dei dati.
L'evoluzione delle applicazioni richiede aggiornamenti regolari, migrazioni da sistemi obsoleti e modifiche architettoniche. Di solito, la migrazione dei dati è considerata un compito tecnico, ma senza un adeguato controllo i tester affrontano regolarmente incidenti, che vanno da dati persi a dati trasformati in modo errato.
Le principali difficoltà:
Un corretto processo di testing manuale include:
Caratteristiche chiave:
È possibile utilizzare dati completamente sintetici per testare la migrazione?
No. I dati sintetici spesso non riflettono le reali connessioni e i casi storici, è importante integrarli con campioni reali anonimizzati.
Basta confrontare il numero totale di record prima e dopo la migrazione per confermare la correttezza?
No. Il numero di record può coincidere in caso di errori di trasformazione o perdita di completezza dei dati. È importante analizzare il contenuto e la correttezza dei campi.
È necessario controllare la migrazione su un database vuoto?
Assolutamente sì. Tale verifica rileva scenari limite di errore (ad esempio, dizionari vuoti, assenza di record chiave).
Nel processo di migrazione sono stati controllati solo i dati "freschi" degli utenti. Gli errori logici sono emersi successivamente, quando erano richiesti dati storici raramente utilizzati (ad esempio, ordini vecchi).
Vantaggi:
Svantaggi:
Sono stati creati campioni con dati reali e storici (anonimizzati), e la migrazione è stata testata sia su di essi che su un database vuoto e fortemente frammentato.
Vantaggi:
Svantaggi: